"Sogno che la pace, che è un seme presente in ognuno di noi, germogli e si nutra quotidianamente, senza lasciare spazio all'altro seme in noi presente, quello della violenza e della guerra, nella consapevolezza che la pace non avrà futuro se non impariamo a cominciare da noi stessi..."
Anna Paola

Sicurezza...

Che insopportabile questa retorica securitaria... scoprire in Consiglio lunedì sera che il nostro sindaco aveva deciso di dare una delega a Volpe Pasini sul "rapporto con i cittadini in materia di sicurezza" è stato un boccone amaro, amarissimo, soprattutto perchè imposto senza la possibilità della benchè minima discussione...voi mi direte: ma perchè dovete mandarlo giù un boccone così indigesto?

Le polemiche di questi giorni a livello nazionale, regionale e anche locale non fanno che dare spazio a questa retorica della sicurezza che però - badate - riguarda sempre la sicurezza nei confronti del "diverso", mai nei confronti dei nostri coincittadini, che possono violentare in branco una ragazzina sudamericana di 14 anni adottata da una famiglia toscana senza che nessuno si fermi veramente a pensare, ne crei un vero motivo di discussione, di messa in discussione del paradigma securitario che fa sempre del diverso e mai dell'uguale il capro espiatorio... è veramente insopportabile lo spazio che la cronaca offre per i fatti che hanno come protagonisti gli stranieri o i rom e quanto poco permettano di fare un fermato immagine sul nichilismo culturale, sul relativismo etico che attanaglia la nostra società italiana...

Torniamo a Volpe Pasini: abbiamo incontrato Honsell per dissociarci dalla sua scelta e per fargli delle richieste precise. La nostra è stata una doppia dissociazione:

1) sul merito: la sicurezza non si crea dando deleghe a chicchessia e tanto meno a persone che si sono distinte per atti e dichiarazioni razziste, per insofferenza culturale nei confronti di rom e stranieri; la sicurezza si crea accogliendo, ascoltando, costruendo ponti e relazioni, non barriere e odio, non facendone materia di ordine pubblico, ma materia di diritti di cittadinanza, di politiche sociali che aiutino l'integrazione, la conoscenza fiduciosa e non diffidente...

2) sul metodo: decisioni così "pesanti" non accettiamo più che ci vengano calate dall'alto senza la benchè minima discussione nemmeno tra i capigruppo della maggioranza (io sono la capogruppo della SA e alla riunione che abbiamo avuto venerdì scorso fui io a porre un veto sulla delega a Volpe Pasini, che era nell'aria ma nessuno sapeva dirmi con certezza cosa sarebbe successo e -anzi -i colleghi delle altre liste dichiararono di essere d'accordo con me per lo meno sulla necessità di avere un confronto con Honsell sul contenuto di tale delega per cercare di svuotarla il più possibile e per cercare di procrastinare tale decisione il più in là possibile)

Detto questo è chiaro che abbiamo una responsabilità di governo e abbiamo appena cominciato il nostro lavoro consiliare e decidere la via della contrapposizione sarebbe stato un suicidio politico, per cui - espresso il nostro dissenso - che non mancheremo di far sentire anche in Consiglio, se alla prossima seduta dovessimo ritrovarci a motivare le nostre ragioni - abbiamo accettato di ingoiare il rospo dopo aver espresso l'intenzione di marcare stretto il consigliere Volpe Pasini e aver ricevuto le seguenti rassicurazioni da Honsell:
1) la delega gli verrà revocata al primo scivolone razzista o inopportuno sul piano politico
2) i contenuti, quindi i "confini" della delega saranno oggetto di discussione perlomeno di Giunta, se non di Conferenza dei capigruppo.

Trovo politicamente ed eticamente difficile accettare di sapere che avremo una mina vagante che si aggira per la città, ma - come ho dichiarato ai giornalisti che mi hanno chiamata in questi giorni - ho un'unica speranza: spero nella possibilità di una redenzione politica del consigliere Volpe Pasini, che - messo nelle condizioni di essere un referente istituzionale per i cittadini in tema di sicurezza - riesca a dimostrare, attraverso le relazioni che dovrà instaurare, di essere persona intelligente.

Le persone intelligenti sanno riconoscere i propri errori, sanno farne tesoro e sanno cambiare rotta: questo è l'unico augurio che riesco a fargli e a farci!