Esserci e fare, o la sinistra muore
Mauro Bulgarelli
Non vorrei essere eccessivamente pessimista, ma il day after della sinistra parlamentare italiana promette di far più danni di quelli che hanno portato alla sua liquefazione elettorale. Nutro ovviamente rispetto per tutti quei tentativi che, per quanto confusamente, si prefiggono di puntellare le macerie prodotte dal voto di aprile, ma non posso non rilevare come essi siano, per il momento, del tutto interni a quel ceto politico che ha grandissime responsabilità nella catastrofe che ci ha spazzato via. (...)
Occorrerebbe, invece, prendere atto della chiusura irrevocabile di un ciclo, che non è stata determinata dai «cinici disegni elettorali del Pd» - come qualcuno li ha definiti - ma dall'inadeguatezza e dalla miopia di una sinistra già ampiamente in crisi dopo un'orribile stagione di governo e che invece di mettersi in gioco nei territori ha intrapreso la strada senza uscita della sopravvivenza a tutti i costi dei propri ceti politici.
È inutile nascondercelo: la Sinistra Arcobaleno è arrivata alle elezioni senza aver lasciato, nei due anni precedenti, la benché minima impronta nell'azione governativa e, nonostante ciò, ha preteso che il proprio elettorato le riconoscesse, magari in misura minore, credibilità e consenso. (...) Sarebbe troppo lungo ripercorrere le tappe di questa deriva ma è un dato di fatto che i soggetti sociali hanno imparato egregiamente a camminare con le proprie gambe e, detto in modo brutale, a fidarsi solo di se stessi.
I segnali erano già chiari: dalla Val Susa a Vicenza era emerso con chiarezza che non c'era più alcuno spazio per quella sinistra istituzionale che aspirava a essere l'interfaccia parlamentare parassitaria dei movimenti e, al tempo stesso, loro parte integrante «di diritto».
E ora questi soggetti sociali hanno deciso di «mettersi in proprio», non trovando traccia dei partiti di sinistra nelle mille battaglie che conducono nei loro territori contro gli inceneritori, la monnezza, l'alta velocità, le basi militari, per la difesa dei beni comuni, della casa, del posto di lavoro.
Questa moltitudine di soggetti, individuali e collettivi, che forma comitati, dà vita a presidi, stringe patti, autoconvoca manifestazioni, che comunica attraverso canali - talvolta attraverso linguaggi- a noi inaccessibili - ha deciso di utilizzare anche le istituzioni e le scadenze amministrative come finestra di visibilità per le proprie battaglie e i propri bisogni, riportando risultati elettorali più che lusinghieri; l'anno scorso in Sardegna, una lista civica, «Alghero Viva», è riuscita a superare il 5 per cento nonostante il crollo rovinoso di tutto l'arco del centrosinistra. (...) Alle ultime elezioni comunali, la lista «Vicenza libera», nata all'interno del movimento «No Dal Molin», ha raggiunto la stessa percentuale, ottenendo il doppio dei voti della Sinistra Arcobaleno, ed è stata determinante, al ballottaggio, per la vittoria «storica» del candidato di centrosinistra, Achille Variati, schieratosi contro la nuova base Usa. E laddove i movimenti hanno deciso di non dare vita a proprie liste e hanno scelto la strada dell'astensione, ciò ha comportato l'azzeramento della sinistra istituzionale.
Da qui il mio scetticismo verso il day after. La sinistra ha bisogno non di cambiare abito ma sostanza politica, di decentrarsi e delocalizzarsi, di relazionarsi con le istanze provenienti dai territori e le comunità ma anche di interrogarsi sull'estraneità, l'ostilità che quest'ultime manifestano nei confronti di partiti e istituzioni.
Se una crisi della rappresentanza è giunta ormai a piena maturazione, occorre essere consapevoli di essere, come sinistra, anche noi parte del problema, non della soluzione. (...)
Per questo, se una fase costituente di una nuova sinistra ha ancora qualche chance, essa deve essere giocata nei territori sui grandi temi sociali e ambientali, deve essere fatta di ascolto, confronto, cooperazione, conflitto, deve darsi come strumento di interlocuzione e costruzione orizzontale assemblee autoconvocate territoriali aperte alla società civile, e non può avere come approdo un'ennesima riedizione di partiti che altro non sono che semplici contenitori di tessere da utilizzare per conflitti interni.
La politica, nei territori, si misura sul «fare», sull'«esserci». Quando ciò non accade, la democrazia rappresentativa muore, perché sceglie l'arroccamento, sceglie cioè la rappresentanza contro la democrazia.
"Sogno che la pace, che è un seme presente in ognuno di noi, germogli e si nutra quotidianamente, senza lasciare spazio all'altro seme in noi presente, quello della violenza e della guerra, nella consapevolezza che la pace non avrà futuro se non impariamo a cominciare da noi stessi..."
Anna Paola
Anna Paola
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7 commenti:
Questi due ultimi post, meriterebbero tanti commenti che non vedo.
Non riaprirò io la polemica, ma temo che la partecipazione che hai mosso fosse solo la difesa di un fortino personale che ti è stata buttata addosso da compagni incazzati perchè non hanno capito come mai sono stati fatti fuori dagli elettori.
Le ragioni si leggono dentro a questi appelli alla ragionevolezza politica alla esigenza improrogabile della sinistra di rifare il percorso per la definizione della sua ragione sociale. che cosa e chi si vuole rappresentare; per che cosa e per chi si vuole mobilitare il sogno!
Questa spinta di utopia e di rinnovamento non ha di certo caratterizzato la nascita dell'arcobaleno e dunque oggi ci troviamo a ripartire da noi stessi.anzi da voi....
Buon lavoro a te e a Kristian.
"...una sinistra già ampiamente in crisi dopo un'orribile stagione di governo e che invece di mettersi in gioco nei territori ha intrapreso la strada senza uscita della sopravvivenza a tutti i costi dei propri ceti politici".
... già peccato che a Udine il ceto politico, anzi la casta, continui a sopravvivere ed il suo primo rappresentante, mister 144mila euro l'anno, alias l'assessore franzil, sia riuscito a far passare inosservati, non tanto i voti che hai preso tu Anna Paola quanto quelli che non ha preso lui. Onore a lui che è riuscito a fare la furbata.
Ma le cose vanno così, per fortuna c'è anche gente come te... che hai avuto il coraggio di alzare la testa. I risultati si raccolgono nel lungo periodo Anna Paola... è la gente come te che può salvare la sinistra e può veramente fare una politica diversa più vicina alla gente.
Fabio
Alla fine ogni riflessione ricade sempre e solo sui denari. E' veramente vergognoso che tutto venga inquinato da discorsi in cui è evidente che si tratta semplicemente di invidia. Che triste, che patetico inserire qua e la commenti che non c'entrano nulla con l'oggetto della discussione...vaneggiando qua e la solo su redditi spiati, invidiati...ma che parlate a fare di collettività di sinistra in crisi se siete dei dirigenti d'azienda mancati....dei general menagers anche un pò sfigati e frustrati. Pure esterni... e che si sarebbero "attaccati" a qualsiasi schieramento pur di insediarsi. Aprite uno studio riunito di commercilaisti che i conti in tasca agli altri li sapete fare bene.
Saluti
Lascio questa breve riflessione, dedicata, in particolare, a personaggi come Franzil e ai suoi compagni di merende! Che riflettano, a casa.
Il coraggio di chiudere bottega
di Alessandro Gilioli http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/21/il-coraggio-di-chiudere-bottega/
Leggo con malinconia, in questi giorni, le desolanti cronache di quello che avviene tra le macerie della Sinistra Arcobaleno, con i vari partitini dilaniati al loro interno tra frazionismi e rivalità personali, ex sottosegretari atterriti perché non sanno «dove portare gli scatoloni» ora che devono sloggiare non solo dal ministero ma anche dal Parlamento, e altri papaveri della disfatta travolti da accuse mastelliane tipo elicotteri a sbafo e hotel a sette stelle, e altri ancora che vanno ai litigiosi congressini finali con l’auto blu senza nemmeno sentirsi ridicoli.
E siamo ancora lì, bertinottiani contro antibertinottiani, falce e martello sì o no, richiamo o superamento del comunismo, e così via, in un patetico balletto che dimentica completamente le ragioni per cui avrebbe senso oggi una sinistra purchessia, la governance degli spiriti selvaggi del neocapitalismo, la qualità della vita da contrapporre all’ideologia dello sviluppismo esasperato, la difesa delle nuove classi deboli attraverso il principio della responsabilità sociale e dei cambiamenti di know how.
Invece ciccia, siamo lì a bastonarci tra correnti che non rappresentano più niente, senza capire che a questo punto ci vorrebbe solo il coraggio di chiudere bottega, di abbassare la serranda sui tre-quattro partitini divenuti extraparlamentari, tutti a casa e chi ha un lavoro ritorni a farlo, degli scatoloni da sistemare non ci importa nulla, in modo che sia la società stessa a partorire nuove forme di coscienza e di organizzazione a sinistra, magari anche dentro quella galassia amorfa che è il Pd - come avviene per il Labour inglese - che di suo ha parecchio bisogno di ritrovare uno straccio d’identità progressista.
Ricordiamo la dichiarazione dei redditi di Grillo per il 2007
Perchè invece di commentare i commenti altrui non commentate gli articoli che vi propongo?
Se tutte le energie che alcuni di voi hanno investito nell'offendere personalmente e nel distruggere politicamente la sottoscritta e i suoi compagni di strada oltre che il suo elettorato, fossero state dedicate a dibattere in modo costruttivo su che sinistra vogliamo e sulle cause della disfatta (avvenuta anche a livello regionale e provinciale), forse avrebbero ammorbato meno l'aria e sarebbero risultati anche più costruttivi, perchè se i toni continuano ad essere così accesi non solo continueremo a distruggere i percorsi possibili, ma bloccheremo la strada ad altri percorsi che hanno ancora da nascere!
Anna Paola Anna Paola, indicaci tu la via da seguire...non so come abbiamo fatto fin'ora senza di te!!!! Ti prego scrivi qualcosa di tuo senza fare copia-incolla di articoli altrui! Speriamo poi che qualcuno ci salvi dal tuo bilancio partecipativo...L'infermiera Candy Candy ormai è diventata nostra nonna!!!
Andy
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